La Storia

Dal popolo Neolitico fino alla scoperta dell'America

I primi abitanti che popolarono l’isola furono i Sesioti, che si stanziarono lungo la costa nord-occidentale, nelle contrade di Mursia e Cimillia. Ci rimangono numerose testimonianze del loro insediamento, rappresentate da piccoli resti di abitazioni e dagli importanti monumenti funebri chiamati Sesi.
I Sesioti nel corso della loro evoluzione praticarono attività come l’artigianato, il commercio, l’agricoltura, la caccia, l’allevamento e l’estrazione dell’ossidiana. Il popolo dei Sesioti fu sterminato da un altro popolo, ma in seguito una misteriosa epidemia sterminò vincitori e vinti. Il posto venne occupato dal popolo fenicio, un popolo di abili navigatori che trasformò il centro urbano in una città ricca ed efficiente.

La leggenda racconta che Pantelleria fu una delle mete di Ulisse nel suo lungo viaggio di ritorno a casa: Pantelleria è stata, secondo gli storici, l’isola di Ogigia, la casa della dea Calypso. Con il progredire del popolo cartaginese (o fenicio), Pantelleria, chiamata dai fenici Yrmn, divenne una città-stato fortificata con una propria economia e una propria moneta.

Durante la seconda guerra punica Pantelleria venne conquistata dai Romani che la ribattezzarono Cossyra. Il popolo romano non fece che fortificare l’economia e la cultura degli abitanti del posto, ma con la caduta dell’impero Romano d’Occidente cadde anche l’economia dell’isola che, rimasta senza padroni, era vittima di continui saccheggi da parte dei pirati.
Nel 534 i Bizantini sconfissero i Vandali in Africa e presero possesso dell’isola cercando di sfruttare la sua economia e la sua posizione strategica; ma il dominio bizantino durò pochissimo, perché fu subito contrastato dagli Arabi, che saccheggiarono e uccisero quasi tutti gli abitanti dell’isola distruggendo ogni centro di potere e fortezza bizantina. Una volta che la conquistarono, gli Arabi rimediarono ai danni provocati: distribuirono territorio a chiunque volesse coltivarlo arricchendo l’agricoltura con nuovi prodotti come il cotone, gli agrumi, l’ulivo, il fico e l’orzo. Il dominio Arabo è stato il più importante e influente dell’isola, le cui tracce si trovano ancora oggi; di origine araba sono per esempio i famosi dammusi panteschi e i giardini arabi.

Il regno Arabo venne contrastato dagli altri popoli di mare dell’Italia Tirrenica e dopo di loro vennero i Normanni, che sotto Federico II di Svevia si disinteressarono dell’importanza strategica dell’isola, facendo decadere la sua economia. Per loro l’isola era solo un semplice possedimento di poca importanza, in balia dei pirati turchi che sempre più spesso saccheggiavano i piccoli villaggi presenti.

Dopo i Normanni arrivarono gli Angioni, conosciuti per le ingenti tasse che imponevano a tutta la Sicilia, che si differenziavano a seconda dei possedimenti e della popolazione: un caso analogo toccò proprio a Pantelleria dove non si conoscevano i dati richiesti e per cui questi dati venivano scritti assurdamente, caricando gli abitanti di tasse pesantissime.
In seguito arrivarono gli Aragonesi e i Genovesi, ma dopo la scoperta del nuovo mondo, nel 1492 d.C. Pantelleria seguì le sorti della Sicilia e di tutto il Mediterraneo.

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